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L'umanità non sopporta il pensiero che il mondo sia nato per caso, per sbagli, solo perchè quattro atomi scriteriati si sono tamponati sull'autostrada bagnata. E allora occorre trovare un complotto cosmico, Dio, gli angeli o i i diavoli. La sinarchia svolge la stessa funzione su dimensioni più ridotte.

Tratto da "Il pendolo di Foucault" di Umberto Eco

Copertina del film 'Blade Runner - The final cut' di Ridley Scott

Scheda

Titolo italiano:

Blade Runner - The final cut

Titolo originale:

Blade Runner - The final cut

Regia:

Ridley Scott

Attori:

Harrison Ford (Rick Deckard); Rutger Hauer (Roy Batty); Sean Young (Rachel); Daryl Hannah (Pris); Edward James Olmos (Gaff); William Sanderson (J.F. Sebastian);

Tags:

fantascienza / cyberpunk / noir / distopia /

Biografia dell'autore

Ridley Scott

Regista e produttore, il capace e inflessibile Ridley Scott (si dice che abbia un carattere particolarmente tosto) è nato il 30 novembre 1937 a Northumberland, in Inghilterra. La sua carriera è molto articolata e ha potuto esprimersi in più settori.
Dopo aver studiato al West Hartpool College of Art e al London's Royal College of Art, all'inizio degli anni '60 comincia a lavorare come scenografo alla British Broadcasting Company.
In seguito, dirige alcuni show dell'emittente inglese, come il serial poliziesco "Z Cars".
Abbandonata la Bbc, dà credito al suo spirito indipendente e si rimette in gioco come freelance. Apre una sua casa di produzione, con tutti i rischi (soprattutto economici) del caso.

Per mantenersi a galla, il lavoro di quegli anni è forsennato. Realizza centinaia di spot pubblicitari e la mano è già quella di un maestro. Molte di quelle sue iniziali produzioni conquistano infatti premi e riconoscimenti. Nel 1977 debutta come regista cinematografico a tutti gli effetti con il film "I duellanti", interpretato da Keith Carradine e Harvey Keitel.
Il risultato avrebbe incoraggiato anche il più indeciso dei principianti, dato che vince il premio per la migliore opera prima al Festival di Cannes, ma Scott non è certo il tipo da aver bisogno di consensi esterni.

Il film successivo, è ancora più ambizioso. Si tratta del già citato "Alien" (1979), rivoluzionario esempio di cinema di fantascienza. Il personaggio principale è la dura cosmonauta Ripley, interpretata da una convincente Sigourney Weaver. L'alieno è una sorta di creatura biomeccanica che viene disegnato da quel vero e proprio re degli incubi che risponde al nome di H.R. Giger.

Tre anni dopo con "Blade runner", liberamente tratto dal romanzo "Il cacciatore di Androidi" di Philip K. Dick, il regista propone una tenebrosa visione del futuro, poco attenuata dal finale consolatorio imposto allora dalla produzione ma di recente fortunatamente ripristinato; con il suo protagonista Rich Deckard il film contribuisce a rendere sempre più mitico il suo interprete Harrison Ford, già nell'olimpo di Hollywood per la sua presenza nei film di Indiana Jones (Steven Spielberg) e Star Wars (George Lucas).

Gli altri film realizzati negli anni '80, "Legend" (1985, con Tom Cruise), "Chi protegge il testimone" (1987) e "Black Rain - Pioggia sporca" (1989), sono certamente meno originali dei primi, ma nel 1991 "Thelma & Louise" è uno straordinario successo commerciale: ottiene sei nomination dell'Academy Award.

Dopo il clamoroso flop di "1492 - La scoperta del paradiso" (1992), Scott realizza opere che non raccolgono più i consensi di un tempo: "Albatros - Oltre la tempesta" (1996) e "Soldato Jane" (1997), un inquietante esaltazione della vita militare che vede sullo schermo un'irriconoscibile Demi Moore, tutta muscoli e capelli corti.

Il pubblico sembra insomma aver un po' abbandonato il regista inglese ma nel 2000, torna al successo con "Il Gladiatore" (interpretato dal neodivo Russell Crowe), vincitore di cinque Oscar, tra cui quello per il miglior film.

Subito dopo realizza "Hannibal", il seguito de "Il silenzio degli innocenti", prova controversa e oggetto di infinite discussioni tra fan e critici (c'è chi lo denigra e chi invece lo stima grande film).
A questo è seguito il meno fortunato "Black hawk down" (storia della sanguinosa battaglia combattuta dai militari Usa a Mogadiscio nel 1993), che rappresenta il tipico prodotto della discontinuità del regista.

Tra le ultime fatiche di Ridley Scott vi sono il divertente "Il genio della truffa", "Le Crociate" (Kingdom of Heaven, 2005, con Orlando Bloom) e "American Gangster" (2007) film che narra la storia del boss Frank Lucas.

Fonte

Commenti

  • Mi stupisce la mancata presenza di Vangelis. Non so che dire. Io ho...

    emanjonez
    28 Jan 2008 @ 15:41

  • Tra l'altro, se non ricordo male, sul booklet c'è un'introduzione di...

    emanjonez
    28 Jan 2008 @ 15:42

  • In due ore di documentario, Vangelis viene a malapena nominato. Qualcosa...

    figura4
    28 Jan 2008 @ 16:07

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Blade Runner - The final cut

by Ridley Scott

10/10 - Capolavoro! film

La trama in breve

Credo sia superfluo mettermi a raccontare la trama di questo classico assoluto del cinema sf (e non solo). E poi, come si fa a raccontare un film come questo? Blade Runner è un film va visto e vissuto, ne risulta un'esperienza troppo personale per essere raccontata.
L'edizione di cui sto per parlare è la "The Final Cut 6 Disc Ultimate Collector's Edition Tin Including Original Soundtrack CD" (così la chiamano su amazon.co.uk dove l'ho acquistato, ovviamente in edizione inglese, quindi senza la traccia audio italiana). Il cofanetto contiene ben 5 versioni del film:

- "U.S. Theatrical cut". E' la prima versione che è stata proiettata nelle sale americane nel 1982, quella con la voce fuori campo e l'assurdo finale con la corsa in auto in mezzo agli alberi.

- "International theatrical cut". E' la versione proiettata in Europa nel 1982, sostanzialmente identica (almeno credo) a quella USA.

- "Director's cut". E' la prima versione rivisitata da Ridley Scott nel 1992, quella senza voce fuori campo e lieto fine, ma con la famigerata scena dell'unicorno.

- "Final Cut". E' il nuovo montaggio realizzato da Ridley Scott nel 2007, che nella sostanza è quasi identico al "Director's cut" del '92.

- "Pre-realease workprint". Non ho ancora visto questa versione, ma a quanto ho capito dovrebbe avere delle notevoli differenze (diversa voce fuori campo e diverse musiche).

Ci sono poi ben due dischi di contenuti speciali, con interviste fatte praticamente a chiunque abbia vuto vagamente a che fare col film (con l'eccezione, ahimè, di Vangelis).

Recensione

Premetto che questo è il mio film preferito, quindi nel proseguo leggerete praticamente solo delle lodi sperticate di Ridley Scott, Vangelis & C.

L'attesa è stata MOLTO lunga, ma finalmente il capolavoro di Ridley Scott esce in un'edizione DVD degna di questo nome. Appena aperto il cofanetto si capisce che l'edizione è stata curata nei dettagli. La prima cosa ad emergere dal cofanetto è una sorta di tessera plastificata che contiene alcuni fotogrammi del film. Avete presente quelle tessere plastificate dotate di una sorta di zigrinatura, che mostrano un'immagine diversa a seconda dell'angolazione da cui le si guarda, dando l'illusione del movimento? Ecco, una di quelle.
Segue poi una lettera di Ridley Scott in cui si descrive il lavoro di riedizione/rimasterizzazione svolto per questa nuova edizione che, garantisce il regista, stavolta è quella definitiva.
Seguono poi una serie di cartoline contenenti diversi artwork e schizzi preparatori originali utilizzati durante la produzione del film.
E poi finalmente arrivano i DVD.

Mi sono subito lanciato nella visione della nuova "Final cut", e dopo la panoramica iniziale sulla Los Angeles del 2019 già ero senza fiato. Il lavoro di rimasterizzazione è egregio, soprattutto se considerate che il mio metro di paragone è la oscena versione "Director's cut" rilasciata una decina di anni fa, tecnicamente troppo scandalosa per parlarne ulteriormente.
Anche sul piano audio la situazione è ottima, i sei canali sono puliti e ben separati.

Svaniti i miei timori sul lato tecnico, ho potuto abbandonarmi alla visione di questo nuovo (e definitivo, spero) montaggio di Ridely Scott. Nella sostanza, questa versione è identica al Director's Cut del '92, quindi senza voce fuori campo né lieto fine (e ci mancherebbe altro), e con la scena dell'unicorno. Sono state aggiunte alcune sequenze, soprattutto nelle scene più violente (quando Deckard spara a Zhora e a Priss, e nella scena in cui Roy uccide Tyrell). Quindi tutte le porcate imposte a Ridely Scott dalla produzione nell'82 sono state rimosse, riportando il film a quello che avrebbe dovuto essere fina dall'inizio.
So che molti fan del film sono affezionati all'edizione dell'82. Personalmente ritengo la voce fuori campo un insulto allo spettatore, che non viene ritenuto sufficientemente sveglio da capire da solo cosa stia succedendo. E vogliamo poi parlare del lieto fine? Ci mancava solo un bel "E vissero felici e contenti". Non scherziamo.
Insomma, a mio modesto parare, questo "Final Cut" è il modo in cui dovrebbe essere guardato Blade Runner.

Dopo 25 anni, "Blade Runner" può ancora vantare la migliore atmosfera, il miglior impatto visivo e la migliore colonna sonora che abbia mai visto in un film. Le musiche di Vangelis sono qualcosa che ti entra nelle viscere. Le panoramiche della Los Angeles del 2019, la ripresa della torre della stazione di polizia, i neon e i cartelloni pubblicitari, il Bradbury , le strade sovraffollate e costantemente battute dalla pioggia, gli interni curati in ogni minimo dettaglio sono qualcosa di indimenticabile, che reggono senza problemi il paragone con le moderne e multimilionarie produzioni digitali.
E vogliamo parlare della trama? Forse non è il caso, ci sarebbe da riempire un sito intero.

Per chiudere in bellezza, ci sono poi 2 dischi di contenuti speciali. Fosse stato qualunque altro film, non mi sarei nemmeno preso il disturbo di inserire i dischi nel lettoredvd. Ma trattandosi di Blade Runner, ho fatto un'eccezione alla regola, e ne è valsa la pena.
Sul primo disco (il secondo non l'ho ancora guardato) è presente un documentario di oltre due ore che racconta nel dettaglio tutte le fasi della tormentata produzione del film, presentata tramite interviste ai diretti interessati. Unico grande assente tra gli intervistati, ahimè, è Vangelis.
Ho trovato molto interessanti questi documentari, che raccontano aspetti della produzione di cui non ero a conoscenza. Sapevate ad esempio che inizialmente Ridley Scott aveva rifiutato di girare "Blade Runner", poiché era stato già ingaggiato da Dino De Laurentiis per dirigere "Dune"? Da fan sfegatato dell'universo di Herbert, mi chiedo cosa ne sarebbe saltato fuori. Non lo sapremo mai. Accontentiamoci (si fa per dire) di "Blade Runner".

Citazioni

  • Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione... e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire.

  • Sushi. That's what my ex-wife called me. Cold fish.

  • I'm not in the business... I am the business.

  • It's not an easy thing to meet your maker.

  • I've done . . . questionable things. Nothing the God of biomechanics wouldn't let you into heaven for.

  • The light that burns twice as bright burns half as long...
    ...and you have burned so very, very brightly, Roy.

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