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Tratto da "Il Gioco dei Vor" di Lois McMaster Bujold
Dune
Dune
Frank Herbert
Nord (lingua italiana)
altri mondi / dune / intrighi di corte /
Frank Patrick Herbert nasce nel 1920 a Tacoma, nello stato di Washington. Pur non essendo un vero scienziato, studia attivamente Geologia Sottomarina, Psicologia, Antropologia, Ecologia, Navigazione e Botanica.
Inizia la carriera di scrittore di fantascienza nel 1952, su Startling Stories col racconto "Looking for Something?", ottenendo subito attenzione ed apprezzamento da parte dei lettori.
Nei dieci anni successivi è corrispondente dalle maggiori città statunitensi della costa occidentale per l'Examiner di San Francisco, e continua a scrivere racconti.
Il grande successo arriva nel 1963 col suo primo romanzo, "Dune" (pubblicato inizialmente in due parti su Analog SF di John W. Campbell jr.) col quale l'autore dà vita all'omonimo e famoso ciclo, suggestivo affresco di un meraviglioso universo e di una civiltà futura, in cui dispiega al meglio tutte le sue qualità di studioso.
Frank Herbert muore l'11 febbraio 1986 a Madison, nel Wisconsin.
FonteEd il 22 Agosto esce "Hunters of Dune" !!!!!!!!!!!!!!!!
Hasimir
30 Oct 2007 @ 15:29
Per un attimo mi sono lasciato prendere dall'entusiasmo. Poi mi sono...
figura4
30 Oct 2007 @ 15:29
Arrakis, meglio conosciuto come Dune, è l’unico pianeta dell’universo su cui si trova il melange, la spezia, la sostanza su cui si basa l’intera economia dell’impero. La spezia allunga la vita, dona capacità di preveggenza, e soprattutto rende possibili i viaggi interstellari. Arrakis tuttavia è un pianeta desertico, abitato solo dagli indigeni Fremen e dai vermi delle sabbie, enormi creature che vengono attirate da qualsiasi vibrazione del terreno. La raccolta della spezia è quindi un affare molto rischioso, ma anche molto redditizio. L’incarico di raccogliere la preziosa sostanza viene affidato dall’imperatore alla nobile casa Atreides. Ma quella che sembra essere un’ottima occasione potrebbe nascondere un complotto per annientare casa Atreides, organizzato dai rivali Harkonnen, con la complicità dell’imperatore stesso.
Dune è sicuramente una delle più importanti opere di SF di tutti i tempi; l’universo ricreato da Herbert non ha eguali per realismo e dettaglio della rappresentazione. In particolare la struttura sociale e l’ecosistema di Arrakis vengono delineati con un realismo incredibile; il modo di vivere dei Fremen, il culto dell’acqua e del dio-verme Shai-Hulud, la loro esistenza in simbiosi con l’inospitale ambiente circostante fanno da contorno ad una trama avvincente e ben congegnata.
Dune è il primo libro di una saga di 6 romanzi (interrotta purtroppo con la scomparsa dell’autore), e tra questi è probabilmente il più significativo. Da Dune è stato inoltre tratto il film omonimo di David Lynch del 1984.
-Ambientazione: in tutta la letteratura fantastica, solo Tolkien riesce a creare un mondo altrettanto “vivo”, realistico, credibile e dettagliato.
-Intrighi di corte: la società dell’universo di Herbert ha una struttura di stampo pseudo-feudale; abbondano quindi i vari complotti di palazzo, le congiure, gli assassinii e chi più ne ha… Una vera goduria per chi, come me, adora questo tipo di storie.
-Dialoghi: spesso assistiamo a dei veri e propri duelli dialettici tra i protagonisti, dove anche la più piccola parola fuori posto può rivelare informazioni preziose all’avversario. Se poi l’interlocutore è una Bene Gesserit…
-Ambientazione non High-Tech: l’universo di Herbert è caratterizzato dallo sviluppo estremizzato delle capacità umane, anziché dall’alta tecnologia. Esempi sono i Mentat, i computer umani al servizio delle grandi case, e la sorellanza Bene Gesserit, le cui accolite riescono ad avere il controllo completo sulle loro funzioni corporee, nonché a imporre la loro volontà alle menti altrui tramite l’uso della Voce.
-Opera “Senza età”: Dune è una di quelle opere che riesce a conservare inalterato nel tempo il proprio valore. Tanto per capirci: ci sono opere che, lette 30 o 40 anni dopo la loro realizzazione, perdono gran parte del loro fascino e della loro forza innovativa, magari perché ciò che “prevedono” per il futuro si è (o non si è) realizzato. Dovessi fare un esempio, penserei al cyberpunk, corrente che ormai si può considerare “morta”, poiché ciò che profetizzavano i vari Gibson, Sterling, ecc è ormai quasi diventato realtà. Invece, opere come Dune o come il Ciclo della Fondazione di Asimov (tanto per fare un altro esempio) conservano inalterato il loro fascino anche a decenni dalla loro pubblicazione (e non solo perché sono ambientate in un futuro più remoto).
Se trovate qualcosa che non va in questo romanzo, fatemelo sapere…
Pensaci, Chani: quella principessa avrà il nome, e tuttavia sarà meno di una concubina... non avrà mai un momento di tenerezza dall'uomo cui sarà unita. Mentre noi, Chani, noi che portiamo il nome di concubine...la storia ci chiamerà spose.
There is probably no more terrible instant of enlightenment than the one in which you discover your father is a man--with human flesh.
"Collected Sayings of Muad'Dib" by the Princess Irulan
There is no escape--we pay for the violence of our ancestors.
"The Collected Sayings of Muad'Dib" by the Princess Irulan
Arrakis teaches the attitude of the knife--chopping off what's incomplete and saying: "Now, it's compete because it's ended here."
"Collected Sayings of Muad'Dib" by the Princess Irulan
What do you despise? By this are you truly known.
"Manual of Muad'Dib" by the Princess Irulan
God created Arrakis to train the faithful.
"The Wisdom of Muad'Dib" by the Princess Irulan