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Winter is coming

Tratto da ""Il trono di spade" e "Il grande inverno"" di George R. R. Martin

Copertina del serie tv 'Battlestar Galactica' di Autori Vari

Scheda

Titolo italiano:

Battlestar Galactica

Titolo originale:

Battlestar Galactica

Regia:

Autori Vari

Attori:

Edward James Olmos (cmd William Adama); Katee Sackhoff (lt Kara 'Starbuck' Thrace); Jamie Bamber (cpt Lee 'Apollo' Adama); Grace Park (lt Sharon 'Boomer' Valerii); Mary McDonnell (President Laura Roslin); Tricia Helfer (Number 6);

Tags:

sf militare /

Commenti

  • Ok...finito GitS:SAC2 mi appresto a vedere Battlestar.
    Non mi attirava...

    Hasmir
    30 Oct 2007 @ 09:42

  • Ugh... vuoi farmi venire dei sensi di colpa, dì la verità!
    Comunque...

    figura4
    30 Oct 2007 @ 09:42

  • La vecchia serie manco la conosco ^_^
    No...è per i commenti che ho...

    Hasimir
    30 Oct 2007 @ 09:42

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Battlestar Galactica

by Autori Vari

8/10 - Ottimo serie tv

La trama in breve

Come avrete intuito, siamo di fronte al remake dell’omonima serie degli anni ’80, che aveva riscosso un discreto successo di pubblico nonostante ne fossero state prodotte solo due stagioni. Dopo aver visto il pilot di questo remake (due episodi da 90 minuti trasmessi nel 2003 da Sci-Fi Channel), molti dei fan della serie originale sono rimasti piuttosto delusi, non tanto dalla qualità della produzione, quanto dal totale stravolgimento compiuto dagli autori (tra cui compare Ronald D. Moore, famoso per aver sceneggiato diversi episodi di Star Trek TNG). Tanto per fare un esempio, il personaggio di Starbuck, uno dei più caratteristici della serie, interpretato originariamente da Dirk Benedict, nel remake è una donna (!). Io ho un ricordo piuttosto vago della serie originale, quindi mi limiterò a darvi le mie impressioni sul solo remake (di cui, nel momento in cui scrivo questa recensione ho visto i primi 10 episodi).

Innanzitutto veniamo alla trama: all’alba dei tempi, il genere umano fu creato dalle divinità note come “Lords of Kobol”, dando inizio alla colonizzazione della galassia. Furono fondate dodici colonie, che dettero origine a una fiorente civiltà, tecnologicamente molto avanzata, tanto da consentire all’uomo di creare delle macchine senzienti, i Cylon. Ma, come la tradizione fantascientifica insegna, bisogna stare attenti quando si gioca a fare Dio: i Cylon finiranno infatti per rivoltarsi contro i loro stessi creatori. Il primo sanguinoso scontro termina con una tregua di 40 anni, durante i quali i Cylon scompaiono completamente dalla scena. Nessuno ne ha più visto uno dall’inizio della tregua, forse perché durante questi anni è stato sviluppato un nuovo modello di Cylon, del tutto indistinguibile da un essere umano; le macchine riescono così ad infiltrare numerosi agenti, consentendo loro di sferrare un attacco devastante, che coglie di sorpresa e completamente indifesi gli esseri umani, causandone la quasi estinzione. Al termine dell’attacco, solo 50.000 persone sopravvivono, con una sola nave da guerra (il Galactica, appunto) a difenderli. Inizia così la fuga disperata degli ultimi sopravvissuti della razza umana, alla ricerca della leggendaria tredicesima colonia, conosciuta con il nome di “Terra”.

Recensione

La prima cosa che balza all’occhio è indubbiamente l’estremo realismo della serie, sia per quanto riguarda gli aspetti tecnologici che per le trame degli episodi. Per farvi qualche esempio, nel primo episodio vediamo il Galactica subire ad un attacco ogni 33 minuti, con il chiaro obiettivo di impedire all’equipaggio di dormire e recuperare le forze; nel secondo episodio un agente Cylon infiltrato fa esplodere le riserve d’acqua della nave, costringendo l’equipaggio al rigido razionamento e ad una ricerca disperata quanto frenetica di una nuova fonte d’acqua; nel decimo episodio, il Galactica è costretto a sferrare un rischiosissimo attacco ad una base Cylon, a causa della drammatica carenza di carburante che affligge la flotta.
Come dicevo, il realismo riguarda però anche gli aspetti tecnologici della serie; i combattimenti spaziali risultano molto convincenti, sia per la loro dinamica, che sul fronte dell’audio: i suoni si presentano infatti volutamente ovattati, conferendo un feeling particolare a tali scene.

Ottime inoltre le interpretazioni degli attori; Edward J. Olmos (noto per la sua partecipazione in Blade Runner) nel ruolo del comandante Adama è davvero eccellente, con quel suo modo di parlare quasi sussurrato che incute però un rispetto reverenziale nei suoi uomini. Anche l’interprete femminile di Starbuck sfodera un’interpretazione degna di nota: un piacevole cambiamento rispetto alle solite protagoniste supergnocche e totalmente inespressive a cui i telefilm oggigiorno ci hanno abituati.
Siamo dunque di fronte ad una serie davvero eccellente, che ha tutte le carte in regola per avere successo (infatti il pilot del 2003 ha avuto un ottimo riscontro di pubblico, cosa che ha portato alla decisione di produrre 13 ulteriori episodi).

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