Credits

Ruby on Rails Il codice e i contenuti di questo sito sono stati interamente realizzati da figura4.
Gli strumenti utilizzati: il framework Ruby on Rails, il database MySql e tanta passione per la lettura ed il cinema.

Una folla non è la somma degli uomini che la compongono, ma una specie di animale privo di linguaggio e di una vera coscienza, che nasce nel momento in cui le persone si radunano e che muore quando si disperdono.

Tratto da "L' Ombra del torturatore" di Gene Wolfe

Copertina del film 'Jin-Roh' di Hiroyuki Okiura

Scheda

Titolo italiano:

Jin-Roh

Titolo originale:

Jin-Roh

Regia:

Hiroyuki Okiura

Tags:

anime /

Biografia dell'autore

Hiroyuki Okiura

Hiroyuki Okiura (沖浦啓之 Okiura Hiroyuki, born October 13, 1966 in Katano, Osaka Prefecture) is a Japanese animation director and animator. His style is one of the most realistic out of all anime filmmakers, with Jin Roh and his introduction to Cowboy Bebop: The Movie being mistakenly considered rotoscoped by many film critics.

Fonte

Jin-Roh

by Hiroyuki Okiura

7/10 - Discreto film

La trama in breve

Siamo nel Giappone degli anni ’60, in pieno dopoguerra. Oltre all’esercito e alla polizia, emerge una terza forza armata, l’organizzazione DIME, cui il protagonista Kazuki Fuse appartiene. La situazione sociale del paese è instabile, numerose sono le rivolte di piazza e gli attentati terroristici, che la DIME tenta di arginare. I cosiddetti “cappuccetti rossi” sono ragazze, spesso poco più che bambine, che si occupano di trasportare armi ed esplosivi per conto dei terroristi. Durante una missione volta a contrastare un attentato, Fuse si imbatte in uno di questi “cappuccetti rossi”, in fuga lungo i condotti fognari della città. Messa letteralmente con le spalle al muro, la bambina sceglie di farsi saltare in aria di fronte all’attonito Fuse, piuttosto che farsi catturare. Immediata sorge la domanda nella mente di Fuse: Perché? In seguito all’accaduto, Fuse viene per punizione rimandato al campo di addestramento della DIME, dove la sua idoneità al servizio viene messa in discussione. Lo stesso Fuse comincia ad avere dubbi, tormentato dall’immagine della bambina che muore davanti ai suoi occhi. L’incontro con la sorella maggiore della vittima non fa che aumentare il suo dilemma interiore. I due cominciano a frequentarsi, suscitando ulteriori sospetti verso Fuse da parte suoi superiori della DIME. Fin qui sembra una trama piuttosto lineare e scontata, ma forse non tutto è come sembra, perché spesso non è facile distinguere un uomo da un lupo…

Recensione

Basato su una sceneggiatura di Mamoru Oshii, che ne ha affidato la regia al giovanissimo Okiura, Jin-Roh si può considerare l’ultimo grande colossal di animazione realizzato interamente in analogico. Ammetto che quando ho appreso la cosa guardando i contenuti speciali del 2° DVD, sono rimasto piuttosto sorpreso, tale è la qualità tecnica della produzione. Ci sono degli effetti, come il fuoco delle armi o le trasparenze dell’acqua, che sono realizzati talmente bene da far pensare ad un ritocco digitale, anche se in realtà non è affatto così.
Oltre all’aspetto tecnico, Jin-Roh è davvero notevole anche dal punto di vista della sceneggiatura e della regia; il finale è qualcosa di davvero inatteso e toccante, che ribalta completamente l’impressione iniziale di prevedibilità della trama. Okiura è alla sua prima regia, ma tutto sommato se l’è cavata piuttosto bene. Ottimo come sempre Oshii alla sceneggiatura (tratta da un suo fumetto). Bello il parallelo che ci viene proposto tra la trama del film e la fiaba di cappuccetto rosso, che qui assume un tono del tutto nuovo, drammatico e quasi angosciante.
Qualche considerazione sull’edizione DVD italiana. Edito dalla Yamato Video, Jin-Roh ci viene presentato in una edizione su due dischi, uno per il film, uno per i contenuti extra, rappresentati da lunghe interviste a Oshii e Okiura, piuttosto interessanti. Davvero buono anche il fronte dell’audio, che oltre alla codifica Dolby 5.1, ci presenta anche una traccia in DTS. L’unica nota dolente è rappresentata dal video, che purtroppo presenta un costante e piuttosto fastidioso “rumore di fondo”. Peccato, altrimenti sarebbe stata davvero un’ottima edizione.

Invia un commento