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I'm certain of nothing but winter and battle.
Tratto da ""Il regno dei lupi " e "La regina dei draghi"" di George R. R. Martin
Galassia che vai
The Great explosion
Eric Frank Russell
Urania Collezione n° 025 (lingua italiana)
Russell was born in 1905 in Sandhurst in Surrey, where his father was an instructor at the Royal Military Academy.[1] Russell became a fan of science fiction, and in 1934 while living near Liverpool he saw a letter in Amazing Stories written by Leslie J. Johnson, another reader from the same area.[2] Russell met up with Johnson, who encouraged him to embark on a writing career. Together, the two men wrote the novella "Seeker of Tomorrow" which was published in Astounding in July 1937. Both Russell and Johnson became members of the British Interplanetary Society.
Russell's first novel was Sinister Barrier, published in the first issue of Astounding's short-lived sister magazine Unknown (March 1939). This is an explicitly Fortean tale based (as Russell explains in the novel's foreword) on Charles Fort's famous speculation "I think we're property". His second novel, Dreadful Sanctuary (serialized in Astounding during 1948) is an early example of conspiracy fiction, in which a paranoid delusion of global proportions is perpetuated by a small but powerful secret society.[3]
After serving with the Royal Air Force during World War II and working briefly as an engineer, Russell took up writing full-time in the late 1940s. He became an active member of British science fiction fandom and the British representative of the Fortean Society. He won a Hugo Award in 1955 for his short story "Allamagoosa".
Russell was awarded a posthumous Prometheus Hall of Fame award in 1985 for "The Great Explosion", and in 2000 he was inducted into the Science Fiction and Fantasy Hall of Fame.
FonteChe meraviglia trovare le tue recensioni! Ne ho letto alcune con molto...
Carla
20 Aug 2008 @ 11:20
Ciao e grazie del messaggio :)
Anch'io adoro la SF che tratta temi...
figura4
21 Aug 2008 @ 09:00
L'invenzione della propulsione Blieder rende possibile all'uomo l'esplorazione del cosmo; stelle che fino a poco tempo prima sembravano lontane ed irraggiungibili sono ora lettralmente a portata di mano. Anche il problema della sovrappopolazione sembra aver trovato la sua naturale soluzione: milioni di coloni lasciano la Terra in cerca di nuovi mondi dove stabilirsi, in quella che viene definita "La grande esplosione". Intere comunità di ribelli, anarchici o semplici persone insoddisfatte della loro esistenza sulla Terra, partono inseguendo il sogno di iniziare una vita migliore su un altro mondo.
Dopo svariati secoli, il governo terrestre decide di organizzare una spedizione per rintracciarli, nell'intenzione di unificare le nuove colonie sotto la sua giurisdizione. Viene quindi costruita una enorme astronave, che parte alla ricerca dei popoli che hanno avuto origine dalla Grande Esplosione. L'incognita è: quale accoglienza riceverà?
L'idea di base non è niente di particolarmente originale, ma viene ottimamente sfruttata come pretesto per puntare il dito con feroce ironia sulle innumerevoli contraddizioni della nostra società; ognuna delle colonie in cui i terrestri si imbatteranno rappresenta infatti uno di questi aspetti. Si inizia quindi con una visita a quello che era a tutti gli effetti un pianeta prigione, in cui venivano esiliati i criminali terrestri; si passa poi ad una colonia originata da una comunità di nudisti/naturisti (!!), dove i visitatori terrestri vengono denigrati per la scarsa attenzione che prestano al loro corpo ed alla loro salute. Infine, l'episodio più significativo e che offre i migliori spunti di riflessione è quello in cui i terrestri si imbattono in una comunità generata dagli ultimi seguaci di Gandhi, in cui non esistono i soldi, nessun uomo è più importate di un altro, non ci sono superiori e sottoposti e quindi nessuno può essere obbligato a fare qualcosa contro la propria volontà.
Lo stile di Russel è sempre ironico, scanzonato, le cose non vengono mai prese troppo sul serio, ma questo non impedisce all'autore di scagliare pesanti frecciate alla nostra società ed alle sue innumerevoli contraddizioni. Un romanzo che nasconde dietro la maschera dell'umorismo il suo vero volto di satira graffiante contro i nostri usi e costumi.
Un buon romanzo, forse niente di memorabile o di particolarmente impegnativo, ma che riesce a strappare qualche sorriso (a volte un po' amaro, specie nel finale). Fateci un pensierino, anche in considerazione del prezzo ridotto offerto dalle edizioni Urania.