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Tratto da "Cordelia's honor" di Lois McMaster Bujold

Copertina del libro 'Il Gioco di Ender' di Orson Scott Card

Scheda

Titolo italiano:

Il Gioco di Ender

Titolo originale:

Ender's game

Autore:

Orson Scott Card

Edizione recensita:

Starscape Books (lingua inglese)

Tags:

invasione aliena / sf militare /

Biografia dell'autore

Orson Scott Card

Orson Scott Card è nato nel 1951 in Canada ma è cresciuto in California, Arizona e Utah. Attualmente vive a Greensboro (North Carolina) con la moglie Kristine e i tre figli. Ha intrapreso la carriera narrativa, debuttando nel 1977 con il racconto "Il gioco di Ender" (da cui ha poi ricavato il romanzo omonimo), vincendo il premio John W. Campbell come miglior autore esordiente. Sono tuttavia gli anni '80 ad averlo consacrato come autore di enorme popolarità, grazie alla saga narrativa di Andrew "Ender" Wiggin (Il gioco di Ender (1985), Il riscatto di Ender (1986), entrambi vincitori del Premio Hugo e del Premio Nebula. Card ha trionfato altre volte nei premi Hugo, Nebula e World Fantasy per la narrativa breve, raggiungendo vasta popolarità con la sequenza narrativa fantasy di Alvin Maker, ambientata in mondo parallelo e composta dai romanzi Il settimo figlio [1987], Il profeta dalla pelle rossa [1988] e Alvin l'Apprendista [1989]

Fonte

Commenti

  • la bellezza di questo s.c.forse sta proprio nel presentare i bambini...

    giulia
    23 Feb 2008 @ 21:43

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Il Gioco di Ender

by Orson Scott Card

7/10 - Discreto libro

La trama in breve

Ender Wiggin ha sei anni, ma non è un bambino come gli altri. E’ stato scelto per partecipare all’addestramento della Scuola di Guerra, istituzione creata con lo scopo di individuare un genio della strategia militare che possa permettere alla Terra di sopravvivere all’invasione dei buggers, alieni che decenni prima sono stati ad un passo dallo sterminare la razza umana; solo grazie a Mazer Rackham, il più grande condottiero della storia, la flotta terrestre, in inferiorità numerica e con armi meno avanzate, è riuscita a respingere l’attacco, guadagnando preziosi decenni di tregua da impiegare per riorganizzare le difese.

Ma ora sono trascorsi ottanta anni, e Mazer Rackham non potrà più guidare le forze terrestri; è dunque necessario trovare qualcuno altrettanto abile, un genio militare che sia in grado di respingere un nemico numericamente superiore. Ender potrebbe essere questo genio; ma il tempo a disposizione per il suo addestramento è poco, e i suoi istruttori sono costretti a spingerlo rapidamente fino ai suoi limiti psico-fisici (e forse anche oltre).

Gran parte del romanzo è incentrata proprio sull’addestramento di Ender, sui suoi difficili rapporti con i suoi compagni di corso, che gli insegnanti tendono in ogni modo a scoraggiare per permettergli di affinare al massimo le suo doti di comando. Una delle questioni principali sollevate dal romanzo riguarda proprio la legittimità di utilizzare tali metodi per addestrare dei bambini (metodi che portano in alcuni casi alla morte), sebbene in gioco ci sia la sopravvivenza della stessa razza umana. Lo stesso Ender vive in prima persona questo conflitto; da una parte egli è consapevole dell’altissima posta in gioco, ma dall’altra non può non provare rancore per chi lo sta manipolando, chiedendogli di rinunciare alla vita di un normale bambino di sei anni per sottoporsi ad un addestramento che lo porterà a volte sull’orlo della pazzia, trasformandolo in una macchina per uccidere.
Parallelamente alla vicenda di Ender, viene portata avanti anche la storia del fratello Peter e della sorella Valentine, anch’essi piccoli geni, e del loro tentativo di ottenere il potere politico manipolando l’opinione pubblica tramite le reti informative che rappresentano il media più diffuso del mondo descritto da Card. Fortunatamente a questa sotto-trama viene dedicato pochissimo spazio, poiché, diciamocelo francamente, l’idea di due bambini (seppur geniali) decisi a conquistare il mondo fa soltanto sorridere per via della totale mancanza di credibilità.

Recensione

Per certi versi questo romanzo mi è sembrato una via di mezzo tra due classici del genere SciFi/Militaristico; prendete infatti il protagonista di “Guerra Eterna” di Haldeman, con i suoi dilemmi interiori e la sua avversione per ciò che la guerra lo costringe a fare e scaraventatelo in una situazione alla “Starship Troopers” di Heinlein, con tanto di insettiforme invasore alieno e spirito di sacrificio patriottico, e vi farete un’idea abbastanza precisa di cosa vi aspetta leggendo questo romanzo.
“Ender’s game” è tutto sommato una buona lettura, nonostante non mi piacciono particolarmente le storie che hanno come protagonisti dei bambini. Card è decisamente uno scrittore dotato, riesce egregiamente a caratterizzare il suo personaggio principale ed i suoi conflitti interiori. Quello che non mi è piaciuto è quella sgradevole sensazione che mi ha suscitato vedere un gruppo di bambini costretti dai loro “insegnanti” a scannarsi fra loro; i compagni di Ender (nonché lo stesso Ender) si dimostrano capaci di pensieri e/o azioni davvero crudeli, che personalmente non ritengo proprie di bambini di quell’età. Forse suscitare questo senso di disagio era uno degli scopi dell’autore, ma per me è stata un’esperienza non particolarmente gradevole.

Una piccola osservazione; l’edizione USA del libro che ho tra le mani appartiene ad una collana di libri per bambini (ne fa parte anche “Pinocchio”!!), e sulla copertina viene evidenziato come questo romanzo sia una lettura consigliata da molte scuole elementari americane. Ora io mi chiedo in base a quali criteri le istituzioni USA selezionino i libri da far leggere ai loro bambini; io di certo non metterei tra le mani ai miei figli un libro il cui protagonista di sei anni viene addestrato a diventare una perfetta macchina da guerra (durante il corso è addirittura costretto ad uccidere un suo compagno!). Non fraintendetemi, non sono uno di quelli che pensa che i bambini vadano rinchiusi in una campana di vetro; semplicemente questo non mi sembra un romanzo da mettere sullo stesso piano di un “Pinocchio”, tutto qua.

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