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"Since when has news been entertainment?!"
"Er ... since it was invented?"

Tratto da "Max Headroom" di Autori Vari

Copertina del fumetto 'Rapsodia ungherese' di Vittorio Giardino

Scheda

Titolo italiano:

Rapsodia ungherese

Titolo originale:

Rapsodia ungherese

Autore:

Vittorio Giardino

Edizione recensita:

Lizard (lingua italiana)

Tags:

spionaggio / storico /

Biografia dell'autore

Vittorio Giardino

Bolognese di nascita, Vittorio Giardino comincia a lavorare come ingegnere elettronico per poi lasciare tutto, ad appena 32 anni, e mettersi ad inseguire il sogno di una vita, una carriera cioè nell'ambito del fumetto.
Dopo aver pubblicato alcune storie brevi su varie riviste d'autore, nel 1979 crea il suo primo personaggio fisso, il detective hard-boiled Sam Pezzo, un vero 'duro' che però, invece di operare a Los Angeles o New York, svolge la sua attività lavorativa a Bologna.
Proprio mentre avvia a conclusione questa serie, nel 1982 scrive e disegna 'Rapsodia ungherese', prima storia di Max Fridman, il suo antieroe più famoso, seguita nel 1985 da 'La porta d'Oriente'.
Sempre al 1985 risale il suo interesse verso il fumetto erotico, che si concretizza nel personaggio di Little Ego (omaggio anticonvenzionale al Little Nemo di Winsor McCay), mentre a partire dal 1987 dà vita a racconti brevi raccolti poi nella serie 'Vacanze fatali'.
Nel 1991 nasce il nuovo personaggio, Jonas Fink, un ragazzo ebreo e borghese che si trova a vivere nella Praga degli anni '50, mentre nel 2000 Max Fridman torna a vivere una nuova avventura a quindici anni di distanza dalla sua ultima storia.
Nel 2005, infine, Giardino, ormai apprezzatissimo anche e soprattutto in Francia e negli Stati Uniti, dà vita al personaggio di Eva Miranda, creato assieme a Giovanni Barbieri e protagonista di una sorta di soap-opera a fumetti.

Fonte

Rapsodia ungherese

by Vittorio Giardino

9/10 - Imperdibile fumetto

La trama in breve

Budapest, febbraio 1938. Qualcuno sta sistematicamente uccidendo tutti gli agenti appartenenti alla rete di spionaggio locale francese, denominata "Rapsodia". Inspiegabilmente, gli agenti uccisi non vengono nemmeno interrogati per cavar loro le preziose informazioni di cui sono a conoscenza, ma vengono semplicemente eliminati. I servizi segreti francesi decidono allora di inviare a Budapest un altro agente per far luce sulla questione, qualcuno "che non venga bruciato facilmente, uno imprevedibile... insomma, abile ma dilettante". Questo qualcuno è Max Fridman, quarantenne, francese, commerciante di tabacco, con una figlia di 12 anni e un passato turbolento alle spalle. Max ha smesso da tempo di lavorare per "la Ditta" (così vengono chiamati i servizi segreti francesi), e non ha nessuna voglia di ricominciare. Ma non gli viene lasciata molta scelta...

Recensione

Gli eventi si svolgono in un periodo storico particolarmente incerto, in cui le tensioni politiche tra le nazioni stanno per sfociare nel secondo conflitto mondiale. Da una parte abbiamo la Germania di Hitler, la cui mire espansionistiche sono sempre più evidenti agli occhi del mondo; dall'altra la Russia, che per far fronte alla minaccia nazista deve suo malgrado mantenersi in buoni rapporti con le democrazie borghesi occidentali. Questo clima di instabilità, la costante sensazione che la situazione stia per precipitare verso il conflitto, sono tutti aspetti che vengono ricostruiti perfettamente da Giardino, trasposti nella sfida tra l'Abwehr (l'intelligence tedesca), i servizi segreti francesi e queli sovietici, pericoloso gioco in cui Fridman si trova ben presto coinvolto. La meticolosità della ricostruzione storica è quindi uno dei punti di forza delle opere di Giardino, nonchè uno dei motivi per cui apprezzo moltissimo i suoi fumetti.

Nonostante la sua complessità, la trama risulta solida, ben sviluppata e perfettamente credibile. Il che non è poco per una spy-story, genere in cui è fin troppo facile lasciarsi prendere la mano, sfociando in situazioni poco realistiche o non coerenti con il periodo storico che fa da background alle vicende. Max Fridman non ha niente a che vedere con il classico agente segreto alla James Bond, quindi; qui a togliere dai guai non è il solito gadget iper-tecnologico, ma la capacità di valutazione e la prontezza di spirito del protagonista. La conoscenza approfondita della situazione politica, la capacità di valutare le persone, l'istinto, sono infatti le vere carte vincenti della spia di Giardino. Ma Max non è certo una specie di super-eroe infallibile e senza paura, anzi. Spesso lo vediamo mettersi a tremare incontrollabilmente di fronte al rumore du uno scoppio, sia questo dovuto all'esplosione di una bomba o di un semplice petardo. Reazione che sicuramente è da ricollegare a qualche evento del suo misterioso passato, di cui ci vengono rivelati ben pochi dettagli.

Vittorio Giardino è uno dei migliori fumettisti italiani, molto conosciuto anche all'estero (ad esempio in Francia, dove la cultura del fumetto è ben più radicata che nel mostro paese). Il suo tratto è pulito, preciso, molto dettagliato e realistico, il che spiega i lunghissimi tempi di lavorazione dei suoi fumetti. Max Fridman è protagonista anche delle storie "La porta d'oriente" e "No pasaran", sempre edite dalla Lizard.

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