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"Since when has news been entertainment?!"
"Er ... since it was invented?"

Tratto da "Max Headroom" di Autori Vari

Copertina del libro 'Il regno di mezzo' di David Wingrove

Scheda

Titolo italiano:

Il regno di mezzo

Titolo originale:

The middle kingdom

Autore:

David Wingrove

Edizione recensita:

Dell (lingua inglese)

Tags:

distopia / intrighi di corte /

Biografia dell'autore

David Wingrove

David Wingrove (1954-) was initially known as a science fiction critic. He was editor of Vector: the Critical Journal of the BSFA and published several important studies, including Trillion Year Spree (1986), which he co-authored with Brian Aldiss and which won a Hugo Award. During his fifteen years as a critic, Wingrove experimented with writing his own fiction but only embarked seriously on a career as a writer with the publication of The Middle Kingdom in 1989. This book signified the start of his epic Chung Kuo sequence, which became an eight-volume novel, eventually culminating with The Marriage of the Living Dark (1997). Set in a globally dominant, technophobic China in the 22nd and 23rd centuries, Wingrove had aspirations towards the literary high ground for Chung Kuo. Although Wingrove later admitted that he did not completely fulfil his ambitions for the book, he did succeed in creating an extraordinary future history with meticulously detailed characterization and social background. Since 1995, Wingrove has also co-authored the Myst books.

Fonte
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Il regno di mezzo

by David Wingrove

8/10 - Ottimo libro

La trama in breve

2190. Le democrazie occidentali sono crollate, la Cina controlla l'intero pianeta e il potere è concentrato nelle mani dei Sette T'ang, sorta di imperatori i cui regni si estendono ad interi continenti. Quasi tutta la superficie del pianeta è occupata da un'unica, immensa struttura, la Città, costruita su centinaia di livelli. La Terra ospita ora una popolazione di 39 miliardi di individui.
La cultura occidentale è stata soppressa, dimenticata, la storia riscritta ponendo al centro di tutto Chung Kuo ("Il regno di mezzo", ovvero la Cina) ed il suo popolo, gli Han (questo il nome che si danno i cinesi). Insomma, il Grande Fratello di Orwell a confronto è un dilettante.
L'obiettivo principale dei T'ang è uno solo: abolire il Cambiamento, causa del crollo degli imperi occidentali, e su questa base costriure un impero che possa durare diecimila anni. Lo sviluppo scientifico è di conseguenza rigorosamente controllato e limitato dall'Editto per il Controllo Tecnologico. Qualsiasi nuova tecnologia, prima di poter essere ricercata e sviluppata, deve essere approvata dal Ministro dell'Editto, cui spetta il compito di valutare se essa sia portatrice di eccessivo Cambiamento. L'esplorazione spaziale è bandita.
Ma c'è chi si oppone alla tirannia dei T'ang, perseguendo il Cambiamento ad ogni costo: si tratta dei Dispersionisti, una fazione appoggiata dalla "House", il consiglio composto dalle più potenti corporazioni del pianeta. L'equilibrio tra le parti è fragile, e lo scontro sembra inevitabile...

Il primo volume della saga di Wingrove (che ne comprende 8 ) narra le vicende di Li Shai Tung, T'ang di Città Europa, e della lotta contro i Dispersionisti, capeggiati dal traditore Howard DeVore, ex maggiore delle forze armate dei T'ang e vero Deus Ex Machina dello scontro con i Sette. Si tratta tuttavia di un romanzo corale in piena regola: sullo sfondo di questa battaglia, assistiamo infatti alle storie di altri personaggi, che finiranno per avere ruoli più o meno importanti nello schema più grande degli avvenimenti; c'è Kim, un bambino geniale prelevato dall'Argilla, il ivello in cui la Città incontra la superfice del pianeta, zona totalmente selvaggia i cui abitanti sono regrediti allo stato primitivo. C'è la storia di Ben Sheperd, discendente dell'Architetto che ha progettato la Città, addestrato per diventare un giorno consigliere del T'ang di Città Europa. Troppe sono le sotto-trame per citarle tutte. Il fatto che all'inizio del libro sia riportato un (lungo) elenco dei personaggi primari e secondari dovrebbe darvi un'idea della complessità della trama che viene proposta (ed il fatto che gran parte di tali personaggi abbiano impronunciabili nomi cinesi di certo non aiuta). Nonostante tutto Wingrove riesce a destreggiarsi bene in questa intricata matassa, senza mai causare confusione nel lettore, il che non è poco.

Recensione

L'idea di base della saga è ottima e molto intrigante (forse all'epoca della prima pubblicazione del libro, nel 1990, l'idea della Cina come dominatrice del mondo poteva far sorridere; di certo oggi la cosa non è più così divertente....).
Questo primo volume sembra però avere principalmente la funzione di introdurre il background ed i personaggi; pochi infatti sono gli avvenimenti davvero importanti, e l'azione sembra essere rinviata al prossimo volume. La lettura risulta nonostante ciò molto gradevole, poichè c'è moltissimo da raccontare avendo a disposizione un'ambientazione così suggestiva, che Wingrove sembra avere ben delineata nella sua testa, e che riesce abbastanza bene a dipingere in questo volume. L'impressione è che comunque rimanga ancora molto (tutto?) da raccontare.

Difficile dunque dare un giudizio basandosi solo su questo primo volume. Le potenzialità ci sono, vedremo se saranno sfruttate.

In conclusione

Una saga che sembra avere parecchio potenziale da esprimere; se Wingrove nei prossimi volumi saprà giocare bene le sue carte, potremmo avere tra le mani qualcosa di veramente notevole.

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