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There comes a time when you look into the mirror and realize that what you see is all that you will ever be. Then you accept it, or you kill yourself. Or you stop looking into mirrors.
Tratto da "Babylon 5" di J. Michael Straczynski
Nodo di sangue
Guilty pleasures
Laurell K. Hamilton
TEA (lingua italiana)
urban fantasy / vampiri /
Laurell Kaye Hamilton e' nata nel 1963 a Heber Springs in Arkansas ma e' cresciuta a Sims nell'Indiana, un paesino di un centinaio di abitanti. Rimasta orfana di madre per un incidente d'auto nel 1969, e' cresciuta con la nonna, Laura Gentry, che raccontando alla nipote storie dell'orrore, fece nascere in lei l'interesse per i 'mostri'.
Ha scritto il suo primo racconto a 12 anni, ed ha pubblicato il primo romanzo "Nightseer" nel 1992. Nel 1994 esce "Guilty Pleasures", il primo libro della serie di Anita Blake, che decreta il suo successo. Nel 2000 affianca a questa un'altra serie, Merry Gentry, legata al mondo delle fate.
Ora Laurell vive nella contea di St. Louis nel Missouri col marito Jonathon, la figlia Trinity nata nel 1995 dal primo marito Gary Hamilton, e quattro cani.
Fonte
La vicenda si svolge in una sorta di realtà alternativa, in cui l'esistenza di vampiri, zombie, licantropi e quant'altro è ufficialmente riconosciuta dalla legge, che concede loro diritti come individui, consentendo loro di avere rapporti con gli umani, avere un lavoro, condurre una vita più o meno normale.
Anita Blake è una risvegliante professionista, che previo compenso resuscita i morti sotto forma di zombie. Come attività secondaria, Anita fa da consulente alla polizia nei casi in cui siano coinvolti dei non-morti, intervenendo in prima persona ad eliminare i vampiri che si sono presi troppe libertà, minacciando gli esseri umani. In pratica Anita è all'occasione una cacciatrice di vampiri, conosciuta nell'ambiente come "la sterminatrice".
Eppure stavolta Anita deve occuparsi di una serie di omicidi che ha come vittime proprio dei vampiri. Infatti Jean Claude, uno dei vampiri più potenti della città nonchè propreitario dell'equivoco locale "Guilty Pleasures", la ricatta per costringerla ad occuparsi del caso, nonostante la sua fama di ammazza-vampiri. Inutile dire che le indagini porteranno Anita a confrontarsi con ratti mannari, zombie, vampiri millenari, necrofagi e chi più ne ha...
Leggendo la trama, potrebbe esservi venuta voglia di leggere questo romanzo. Non fatevi fregare come è successo a me. In effetti l'idea di base non è niente male, ma il problema è un altro: la Hamilton come scrittrice vale veramente poco.
Il romanzo è narrato in prima persona, attraverso gli occhi di Anita, forse con l'intenzione di far immedesimare il lettore con la protagonista. Obiettivo mancato completamente. Il personaggio di Anita manca totalmente di spessore e di caratterizzazione, oltre a risultare banale e poco credibile. Vi lascio immaginare come sono i personaggi secondari...
Tanto per peggiorare le cose, aggiungete a tutto ciò dei dialoghi di una banalità disarmante (che a volte sconfina nel ridicolo) , ed un trama in cui gli avvenimenti si susseguono quasi senza nessun filo logico. Vi faccio alcuni esempi con qualche piccolo spoiler, che non esito a proporre, tanto c'è ben poco da rovinare in questo romanzo. Anita si presenta a casa di una donna, amante e succube di un vampiro, per interrogarla, accompaganata da un amico della donna, che la avverte che si tratta di una persona molto fragile e debole di carattere. Cosa fa la nostra eroina? sfoderando una delicatezza degna di un elefante in un negozio di porcellane, si presenta alla donna come Anita Blake, la sterminatrice di vampiri, causando una crisi isterica nella poveretta, convinta che Anita sia lì per uccidire il suo amante. Domanda: che bisogno c'era di rivelarle la sua identità? era accompagnata da un'amico della vittima... Per non parlare poi del fatto che il suo accompagnatore era già al corrente di tutto ciò che la donna rivelerà, avendole già parlato in precedenza. Bah....
Altro esempio. Anita viene costretta con il ricatto ad indagare sugli omicidi dei vampiri. In pratica una sua amica viene soggiogata alla volontà di un vampiro e si minaccia di ucciderla se Anita non collaborerà. Praticamente Anita deve fare tutto ciò che le viene chiesto. Più avanti nella storia, il vampiro che la ricatta vuole che Anita si rechi nel suo nascondiglio. Cosa fa per costringerla? Le dice "Vieni oppure faccio secca la tua amica" ? Nooooo! Rapisce un'altro amico di Anita e le dice "Vieni oppure lo faccio secco". Che bisogno c'era di darsi tanto disturbo? Boh!
Insomma, l'impressione che ho avuto è quella di una trama improvvisata e messa insieme alla bell'e meglio.
Per non parlare poi della figura di vampiro che viene proposta. Dire che la componente sensuale/erotica è stata un tantinello accentuata è dire poco.
Insomma, un fallimento su tutti i fronti.
Non esito a definire sprecati gli 8 euro spesi per acquistare questo romanzo. Lasciate perdere.