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Tratto da "Blood engines" di T.A. Pratt

Copertina del libro 'I canti di Hyperion' di Dan Simmons

Scheda

Titolo italiano:

I canti di Hyperion

Titolo originale:

The Hyperion cantos

Autore:

Dan Simmons

Edizione recensita:

Mondadori (lingua italiana)

Tags:

fantascienza /

Biografia dell'autore

Dan Simmons

Dan Simmons nasce nel 1948 a Peoria, nell'Illinois.
Nel 1971 si laurea in Letteratura Inglese. Successivamente si dedica - per 18 anni - all'insegnamento in scuole elementari per bambini superdotati.
Fu Harlan Ellison, dopo aver letto alcuni suoi racconti, a spingerlo a diventare scrittore professionista, iscrivendolo - nel 1982 e col racconto The River Styx Runs Upstream - ad un concorso che poi Simmons vinse. Soltanto tre anni dopo il primo romanzo dell'autore, Song of Kali, vince il World Fantasy Award!
Da allora la carriera di Simmons non ha conosciuto sosta: ha pubblicato oltre dieci romanzi e due antologie di racconti, ha vinto un Hugo Award, due World Fantasy Award, un Theodore Sturgeon Memorial Award, otto Locus Award, più British Fantasy and Sci-Fi Award e quattro Bram Stoker Award.
Ma la sua fama è dovuta senza dubbio al ciclo dei romanzi dedicati al pianeta Hyperion e all'inquisitore Hendymion - Hyperion (1989), The Fall of Hyperion (1990), Hendymion (1996) e The Rise of Hendymion (1997), conosciuti collettivamente col nome di Hyperion Cantos.
Per i suoi contributi all'attività dell'insegnamento, nel 1995 Simmons ha ricevuto una laurea ad honorem dal Wabash College. Per la sua duplice attività di scrittore e giornalista è stato invece recentemente premiato con il National Ph. Beta Kappa Award.

Fonte

Commenti

  • Dopo aver letto per 7 volte di fila l'intera quadrilogia,non sono più...

    Psyco85
    24 Sep 2007 @ 21:52

  • Non è la prima volta che sento giudizi così entusiastici sul ciclo di...

    figura4
    24 Sep 2007 @ 21:53

  • Purtroppo credo che la saga di Hyperion verrà trasportata sul grande...

    Fabrysious
    01 Jan 2009 @ 12:42

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I canti di Hyperion

by Dan Simmons

7/10 - Discreto libro

La trama in breve

In un futuro lontano, l’organizzazione nota come Egemonia dell’Uomo controlla centinaia di pianeti sparsi per tutta la galassia; la distanza infatti non è più un problema grazie alla rete di Teleporter che collega i mondi. Sul pianeta Hyperion le misteriose Tombe del Tempo si muovono da millenni a ritroso nel tempo, portando con loro la creatura nota come Shrike, un essere metallico dai poteri immensi e che viene addirittura idolatrato da alcune sette religiose.
Un gruppo di sette pellegrini (un poeta, un soldato, un diplomatico, uno scienziato, una investigatrice, un prete cattolico e un templare) intraprendono un pellegrinaggio verso le Tombe del Tempo; ognuno di loro ha una storia travagliata alle spalle ed ognuno di loro ha un motivo ben preciso per rischiare la vita presentandosi al cospetto del terribile Shrike, il Signore della Sofferenza…

Recensione

Il ciclo de “I Canti di Hyperion” è composto da 4 romanzi “Hyperion”, “La Caduta di Hyperion”, “Endymion” e “Il Risveglio di Endymion”. Al momento ho letto solo i primi due (che presentano comunque una storia con una sua conclusione) , quindi sono unicamente questi volumi che vado a recensire.

Nel primo volume vengono raccontate le storie dei sette pellegrini (in realtà solo di sei…); si tratta di racconti quasi del tutto scollegati fra loro, il che può risultare un po’ fastidioso per il lettore. Tuttavia questo offre anche l’occasione di descrivere da diversi punti di vista l’universo creato da Simmons, universo che risulta tutto sommato ben delineato e abbastanza credibile. Tuttavia non ho mai avuto quel senso realismo estremo, quella sensazione di “essere lì” che ho provato leggendo “Dune”, oppure “Il Signore degli Anelli”. Forse ciò è dovuto al fatto che i mondi descritti da Simmons sono numerosi e molto diversi tra loro, e risulta quindi difficile dare una descrizione approfondita di ciascuno di essi. Le storie raccontate sono però piuttosto interessanti e ben scritte; l'unica a non avermi convinto del tutto è stata quella di Brawne Lamia (l'investigarice), che vorrebbe forse essere una sorta di detective story a tinte quasi cyberpunk, data la massiccia presenza di escursioni nel cyberspazio e intelligienze artificiali varie. Si tratta probabilmente del racconto con il maggio numero di scene d'azione, con le quali Simmons non mi sembra si trovi particolrmente a suo agio.
Bello invece il racconto del prete, padre Lenar Hoyt (o forse dovrei dire padre Paul Durè?), intenso e coinvolgente, e narrato in forma di diario.

Nel secondo volume vengono un po’ tirate le somme della vicenda; le storie dei pellegrini cominciano a riunirsi in una trama unica e molto complessa, forse anche un po’ troppo; paradossi temporali (argh!), cyberspazio, intelligenze artificali malintenzionate, una sorta di clone del poeta inglese John Keats, la minaccia di un’invasione aliena, sono solo alcuni dei componenti di questa trama, che arriva verso la fine a sconfinare nel metafisico e in speculazioni teologiche forse un pochino azzardate. Ho avuto l’impressione che Simmons abbia tentato di mischiare un po’ troppi spunti narrativi, ed il risultato è una trama un po’ confusa ed involuta. Pur non avendo riscontrato evidenti incongruenze, non sono mai riuscito a liberarmi da quella fastidiosa sensazione che qualcosa non tornasse in quanto raccontato da Simmons. O forse è stato solo un effetto collaterale della mia allergia cronica ai paradossi temporali, chissà…

L’opera di Simmons è comunque ben scritta e di piacevole lettura; se poi conoscete la vita e le opere del poeta Keats, probabilmente apprezzerete di più i Canti di Hyperion.

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