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Gully Foyle is my name And Terra is my nation. Deep space is my dwelling place, The stars my destination.
Tratto da "Destinazione stelle" di Alfred Bester
I figli di Dune
Children of Dune
Autori Vari
Alec Newman (Paul Atreides); James McAvoy (Leto II Atreides); Jessica Brooks (Ghanima Atreides); Daniela Amavia (Alia Atreides); Alice Krige (Jessica Atreides); Susan Sarandon (Wensicia Corrino); Julie Cox (Irulan Corrino);
altri mondi / intrighi di corte / dune /
“Children of Dune” è una miniserie prodotta da Sci-Fi Channel ispirata alla celebre saga di Frank Herbert, e fa da seguito alla precedente miniserie del 2000 “Dune”, con la quale ha in comune alcuni degli interpreti principali. La trama ripropone abbastanza fedelmente gli avvenimenti del secondo e terzo romanzo della saga; la prima parte della miniserie ci mostra i complotti del Bene Tleilax e della Gilda Spaziale per porre fine al regno di Paul Maud’Dib ed al suo controllo sulla spezia, così come raccontato nel secondo romanzo “Messia di Dune”. Il loro piano consiste nell’inviare alla corte di Paul un ghola (una sorta di clone ottenuto dalle cellule di un cadavere) di Duncan Idaho, condizionato ad assassinare il suo sovrano ed amico. La seconda e terza parte della miniserie si concentrano invece sul terzo romanzo della saga, “I figli di Dune”, raccontandoci il destino di Muad’Dib e dei suoi due figli, i gemelli Leto II e Ghanima, nonché della sorella Alia, che rischia di essere sopraffatta dai ricordi dei suoi antenati (in particolare quelli del nonno, il barone Harkonnen), riversati in lei quando era ancora un embrione nel corpo della madre, durante l’Agonia della spezia di quest’ultima.
Rispetto alla miniserie del 2000, Sci-Fi Channel compie un deciso passo avanti dal punto di vista della qualità della produzione. Le scenografie ed i costumi, punto debole della prima miniserie, sono qui nettamente migliorati, così come gli effetti speciali e le performance degli attori. Da questo punto di vista è una piacevole sorpresa James McAvoy nel ruolo di Leto II, che nonostante la giovane età ci regala la migliore interpretazione dell’intera miniserie. Buoni anche Daniela Amavia nel ruolo di Alia e Julie Cox in quello di Irulan. Migliora anche Alec Newman nel ruolo di Paul, che nella miniserie del 2000 non mi aveva convinto del tutto. Da notare inltre la presenza di Susan Sarandon nei panni di Wensicia Corrino, sebbene la sua interpretazione non mi sia piaciuta particolarmente.
Gli avvenimenti e i dialoghi seguono abbastanza fedelmente quelli dei romanzi, cosa che sicuramente farà piacere ai numerosi fan di Herbert (tra i quali rientra anche il sottoscritto). L’unica pecca è forse il poco spazio dedicato (per ovvi motivi di tempo) ad alcuni dei protagonisti.