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That which is overdesigned, too highly specific, anticipates outcome. The anticipation of outcome guarantees, if not failure, the absence of grace.
Tratto da "American acropolis" di William Gibson
Cypher
Cypher
Vincenzo Natali
Jeremy Northam (Morgan Sullivan); Lucy Liu (Rita Foster); David Hewlett (Virgil C. Dunn);
cyberpunk / spionaggio /
Vincenzo Natali (born 1969 in Detroit, Michigan) is a Canadian film director and screenwriter best known for directing the movie Cube.
David Hewlett, who has participated in all of Natali's major films so far, has been good friends with him since high school. Natali once said in an interview that he can't imagine himself making a film without Hewlett.
Natali inizia disegnando gli storyboard delle serie tv Babar e Le avventure di Tintin e dei film Beetlejuice e Johnny Mnemonic. La sua attività di regista comincia nel 1996 con il corto Elevated, prova generale per quello che sarebbe poi diventato il premiatissimo The Cube, il suo primo lungometraggio. Nel 2002 con Cypher vince il Golden Raven al BIFFF.
Fonte
Morgan Sullivan è un contabile dalla vita insignificante, vive in una squallida casa di periferia ed è sposato con una donna che non ama.
Licenziato dall'azienda per cui lavora, l'uomo tenta una svolta esistenziale facendosi assumere dalla Digicorp, un'azienda tecnologica che lo incarica di effettuare spionaggio industriale.
Il suo compito consiste nell'assistere sotto falsa identità ai convegni organizzati dalle società rivali per carpirne le strategie.
Durante uno di questi noiosi incontri, Morgan conosce Rita, una donna bellissima e misteriosa con l'aiuto della quale scoprirà ben presto di essere solo una pedina in un gioco molto pericoloso...
- Tratto dal retro del DVD -
Ero molto curioso di vedere il nuovo (si fa per dire, è del 2002…) film di Vincenzo Natali, il bravo regista canadese autore del bellissimo “Cube” (solo il primo, non fatevi fuorviare dai sequel-spazzatura). E’ quindi con occhio particolarmente critico (forse un po’ troppo…) che mi sono apprestato alla visione di questo film. Vi dico subito che tutto sommato Natali non tradisce le aspettative, sfornando un buon fanta-thriller dalla trama ben congegnata anche se forse un tantino prevedibile. Non è per fare lo sborone, ma avevo capito come andava a finire ben prima di arrivare a metà film.
Di elementi interessanti questo film ne propone parecchi. Innanzitutto la fotografia, molto asettica, che utilizza pochissimi colori e tutti tendenti al grigio, forse per far risaltare alcuni elementi particolari della scena dai colori più vivaci (come le pillole rosse che Rita dà a Morgan o la carne della scena nella cella frigorifera). In alcune sequenze questa scelta mi ha ricordato la tecnica utilizzata in Gattaca, ed anche il risultato è simile: si riesce a conferire un feeling fantascientifico ad un’ambientazione tutto sommato non troppo lontana dai giorni nostri.
Anche il ritmo del film, almeno inizialmente, è simile a quello di Gattaca: lento ed introspettivo, con numerosi e prolungati primi piani. Qui però è assente la voce fuori campo, che forse appesantiva un po’ troppo alcune scene del film di Nicchols.
Altra nota positiva: l’attore protagonista, Jeremy Northon. Maiuscola la sua interpretazione di un ruolo non semplice come quello di Sullivan, personaggio diviso tra due distinte personalità, che a volte rasenta la schizofrenia. Se si considera poi che Northon è presente praticamente in ogni scena del film, si può apprezzare ancora di più l’ottimo lavoro che ha svolto.
Se devo cercare qualche pecca, direi che il film mi ha lasciato un leggero senso di “già visto”, però non saprei dire quali altri film mi abbia ricordato.
Tirando le somme, Cypher non sarà all’altezza di Cube per quanto riguarda l’originalità della trama, ma è comunque un buon film, ben recitato e ben diretto.
Un buon fanta-thriller, ben congegnato e ben diretto, anche se non esaltante nel complesso. Natali non tradisce le aspettative e si conferma come regista da tenere d’occhio.