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I maggiori difetti dei governi nascono dalla paura di attuare dei radicali cambiamenti interni malgrado una tale necessità venga chiaramente sentita.
Tratto da "La Rifondazione di Dune" di Frank Herbert
Perdido Street Station
Perdido Street Station
China Mieville
Del Rey (lingua inglese)
dark fantasy / horror / steampunk /
China Tom Mieville (born September 6, 1972) is a British writer of fantastic fiction. He is fond of describing his work as "weird fiction" (after early 20th century pulp and horror writers such as H.P. Lovecraft), and belongs to a loose group of writers who consciously attempt to move the fantasy genre away from the realms of Tolkienesque clichè.
Mieville was born in London, England, where he currently lives. When he was eighteen, he lived and taught English in Egypt, where he developed an interest in Arab culture and Middle Eastern politics. Mieville has a B.A. in social anthropology from Cambridge and a master's with distinction and PhD from the London School of Economics.
He stood unsuccessfully for the British House of Commons in the 2001 General Election as a candidate for the Socialist Alliance. He is a member of the British Socialist Workers Party, and his left-wing politics colour his writing (they are particularly evident in Iron Council, his fourth novel).
His first novel, King Rat, was nominated for both an International Horror Guild and Bram Stoker awards. Perdido Street Station won the Arthur C. Clarke Award and was nominated for the Hugo, Nebula and World Fantasy awards. His third, The Scar, has been nominated for the 2003 Arthur C. Clarke and World Fantasy awards.
Fonte
Isaac Dan der Grimnebulin è uno scienziato le cui idee sono in controtendenza rispetto ai dogmi imposti dalla comunità scientifica della città-stato di New Crobuzon; Isaac è quindi una sorta di outsider, che conduce le sue ricerche in modo indipendente, ma in totale libertà. Un giorno si presenta alla sua porta Yagharek, un garuda (sorta di uomo uccello) che gli propone una sfida che potrebbe rivelarsi la più importante della sua carriera di scienziato. Le ali di Yagharek sono infatti state strappate dal suo corpo, come punizione per un crimine da egli commesso. L’uomo uccello chiede ad Isaac di farlo tornare a volare. Isaac si appassiona subito al caso, ed inizia a procurarsi esemplari di tutte le specie volanti che abitano New Crobuzon, con l’intento di studiarli. Tra questi è presente uno strano bruco, la cui metamorfosi causerà non pochi problemi ad Isaac e a tutta New Crobuzon…
E’ evidente fin dalle prime pagine che l’ambientazione creata da Mièville è qualcosa di decisamente nuovo ed originale, dal sapore vagamente steampunk, ma sarebbe riduttivo limitarla ad un solo genere. Il mondo di New Crobuzon è assurdo ma allo stesso tempo dotato di una sua perversa razionalità: un’accozzaglia solo all’apparenza caotica di cyborg a vapore e taumaturgia, costrutti senzienti e ragni mistici, calcolatori a valvole e uomini-cactus, fantascienza e fantasy. Un susseguirsi di trovate a volte geniali che spesso finiscono per rubare la scena alla trama vera e propria. Si, perché a ben vedere la storia si riduce ben presto ad una semplice caccia al mostro, che, per quanto ben raccontata e sviluppata, lascia un po’ di amaro in bocca; ho come avuto l’impressione che tanta fatica e tante splendide idee sfornate per creare una ambientazione così innovativa, siano un po’ state sprecate per una trama piuttosto banale.
Altro difetto riguarda l’eccessiva lunghezza del romanzo. Quasi 700 pagine mi sono sembrate davvero troppe per raccontare una trama tutto sommato piuttosto lineare. Molte di queste pagine se ne vanno nelle (troppo) frequenti descrizioni delle vie e viuzze di New Crobuzon, decine e decine di nomi di luoghi che lasciano un po’ il tempo che trovano.
Questi tutto sommato sono gli unici difetti che riesco a trovare, per il resto il romanzo è ben scritto, con uno stile graffiante, incisivo e già ben delineato nonostante la giovane età dell’autore.
Mièville è nato del 1972 (ha solo 4 anni più di me, accidenti a lui che invidia!) ed è quindi solo all’inizio della sua carriera. Si vede subito che è uno che scrive perché ha davvero qualcosa da dire, non lo fa solo per riempire le pagine. Se queste sono le sue prime opere, tra una decina d’anni, quando il suo stile sarà più maturo, potrà dare grosse soddisfazioni ai suoi lettori.
I think of myself as the main station for all the schools of thought. Like Perdido Street Station.
They drink the peculiar brew that results from self-reflexive thought, when the instinct and needs and desires and intuitions are folded in on themselves and we reflect on our thoughts and then reflect on the reflection, endlessly…
What was an experience becomes a dream and then a memory. I cannot see the edges between the three.
I was born of an error, in a dead space where the citizens discard what they do not want.
I do not dream, der Grimnebulin, I am a calculating machine that has calculated how to think.
I turn and walk into my home, the city, a man.