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I'm trying to say what brotherhood really is. It begins - it begnis in shared pain.

Tratto da "I reietti dell'altro pianeta" di Ursula K. Le Guin

Copertina del libro 'Cordelia's honor' di Lois McMaster Bujold

Scheda

Titolo italiano:

Inedito in Italia

Titolo originale:

Cordelia's honor
The Vor saga - vol 1 and 2

Autore:

Lois McMaster Bujold

Edizione recensita:

Baen (lingua inglese)

Tags:

intrighi di corte / sf militare /

Biografia dell'autore

Lois McMaster Bujold

Born in Ohio in 1949, Lois McMaster Bujold was an avid reader of science fiction as a teenager. She had her own science fiction success in 1985 when she sold her first story, "Barter", to the Twilight Zone. Then one year later she managed to get three of her novels published. She has won many awards for her work, including Three HUGO awards, one for the The Vor Game in 1990, one for Barrayer in 1992, one for "the Mountains of Morning" which also won a NEBULA award. She has won more HUGO awards than anyone with the exception of Robert Heinlein. Recently divorced, she now lives as a author and mother of two and continues to produce Science Fiction novels and short stories.

Fonte

Commenti

  • qui dissento, io ho preferito Shards of Honor e in misura minore Barrayar...

    Zeruhur
    05 Jun 2008 @ 22:07

  • Sui primi volumi che hanno Miles per protagonista sono d'accordo, non...

    figura4
    06 Jun 2008 @ 08:34

  • Questi due libri sono fra i miei preferiti in assoluto, e pur non avendo...

    weirde
    05 Aug 2008 @ 13:33

Leggi tutti

Cordelia's honor

by Lois McMaster Bujold

7/10 - Discreto libro

La trama in breve

Questo volume raccoglie i romanzi "Shards of honor" (L'onore di Vor) e "Barrayar" (id.), i primi due volumi della saga dei Vor.

"Shards of Honor" racconta il primo, movimentato incontro tra Cordelia Naismith e Aral Vorkosigan, genitori di Miles, protagonista del resto della saga.

"Barrayar" narra le vicende riguardanti la cosiddetta "Vordarian pretendership"; l'omonimo conte tenta infatti di accaparrarsi il trono di Barrayar ai danni del reggente Aral Vorkosigan. A farne le spese sarà il non ancora nato Miles, che in seguito ad un attentato con un gas tossico ai danni della madre incinta, subirà delle gravi malformazioni fisiche che lo segneranno per tutta la vita.

Recensione

"Shards of honor" mi è sembrato piuttosto insipido. Il background dell'universo creato dalla Bujold, che è uno dei punti forti della saga, qui è a malapena abbozzato. Anche la caratterizzazione dei due protagonisti non mi ha convinto del tutto.

Molto meglio invece "Barrayar". La struttura sociale del pianeta viene ottimamente rappresentata, e gli intrighi politci nella lotta per il trono mi sono sembrati piuttosto convincenti e portati avanti con mano sicura.

Dopo aver letto tutti i romanzi della saga, quello che più mi ha convinto è il background. L'ho trovato molto solido e credibile.
L'idea del viaggio interstellare tramite jump point, intesi come caratteristiche astrografiche, potrà forse non essere originalissima, ma è ottimamente sfruttata per costruirci intorno i delicati equilibri politici ed economici che fanno da base di partenza per gran parte delle trame della saga.
Con il passare dei volumi, il background diventa sempre più dettagliato e "vivo"; pianeti e civiltà che nei volumi iniziali apparivano come nomi vuoti ed anonimi, assumono una caratterizzazione ben precisa nella seconda metà della saga.

A mio parere infatti, la saga della Bujold dà il meglio di sè proprio con gli ultimi volumi; personalmente ho adorato "Memory", romanzo fondamentale nella crescita del personaggio di Miles.

Tornando a "Cordelia's honor", è stato comunque piacevole approfondire la conoscenza di due personaggi (Aral e Crodelia) che nel resto della saga passano in secondo piano per lasciare spazio Miles.

Citazioni

  • "Dammit, Vaagen," Cordelia panted under her breath. "You never told me
    the little bugger was going to be hyperactive!"

  • Any community's arm of force - military, police, security - needs people in it who can do necessary evil, and yet not be made evil by it. To do only the necessary and no more. To constantly question the assumptions, to stop the slide into atrocity.

  • But pain... seems to me an insufficient reason not to embrace life. Being dead is quite painless. Pain, like time, is going to come on regardless. Question is, what glorious moments can you win from life in addition to the pain?

  • Children might or might not be a blessing, but to create them and then fail them was surely damnation.

  • My home is not a place, it is people.

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